Victoria Station

Victoria Station

A: “274? Dove sei?”

“274? Dove sei?”

B: “Pronto?”

A: “274?”

B: “Pronto?”

A: “Sei tu 274?”

B: “Si, sono io”

A: “Dove sei?”

B: “Come?”

A: “Parlo con il 274?”

B: “Si, sono il 274. Ma tu chi sei?”

A: “Chi sono io?”

B: “Si…”

A: “Chi vuoi che sia… sono la tua centrale”

 

Inizia così, in una notte londinese, l’intenso e surreale dialogo tra un centralinista di radio taxi e un tassista nella short play “Victoria Station” che Harold Pinter scrisse nel 1982.

Rappresentato per la prima volta nell’ottobre dello stesso anno al National Theatre di Londra con la regia del grande Peter Hall, questo brevissimo atto unico è uno dei lavori meno noti e rappresentati del drammaturgo britannico che affronta, ancora una volta, il tema dell’incomunicabilità.

Una storia metropolitana, un tassista che gira senza meta per la città nella sua Ford Cortina e un centralinista chiuso nel suo ufficio che gli chiede di non perdere tempo e di andare subito a prendere un certo Signor MacRooney a Victoria Station per accompagnarlo a Cuckfield.

C’è un problema però: l’autista non sa dove si trovi Victoria Station… Inoltre ha un passeggero a bordo, una donna, che non vuole andare da nessuna parte. E così, dopo aver circolato a lungo, lui si è fermato nei pressi di un parco buio, sotto un bellissimo edificio, il Cristal Palace.

C’è un altro problema: il Cristal Palace, come il centralinista gli fa notare, è bruciato in un grande incendio…

Pian piano l’iniziale mancanza di comunicazione tra due mondi isolati fatta di dialoghi assurdi si trasforma in una conversazione che diventa una metafora della vita: emergono debolezze e fragilità, solitudini e frustrazioni, bisogni di fuggire dalla realtà.

“Non mi abbandonare, sono io il tuo uomo, l’unico di cui ti puoi fidare”, implora l’autista al centralinista quando sta per rivolgersi ad un altro taxista. “Sono solo, in questo miserabile e freddo ufficio e nessuno mi ama”, impreca il centralinista che sogna un viaggio alIe Barbados.

Nel 2003 “Victoria Station” è diventato un cortometraggio diretto da Douglas Hodge – l’attore e regista britannico che ha ottenuto grandi successi in teatro recitando in diverse rappresentazioni di Harold Pinter – e interpretato da  Robert Glenister e  Rufus Sewell.

Per chi lo volesse vedere, o rivedere…

 

Per chi lo volesse vedere, o rivedere, ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=UWc3Hedh6IQ

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *